
Sanità e Ricerca, il Modello Liguria: «Integrazione e Telemedicina per Vincere la Sfida dell'Invecchiamento»
Dalla rivoluzione 4.0 alla presa in carico
domiciliare del paziente: esperti e direttori sanitari a confronto sul futuro
dell'assistenza. Il progetto Mnesys come motore di innovazione tecnologica e
sociale.
Il futuro della sanità pubblica passa per
un'alleanza indissolubile tra corsia e laboratorio. È questo il messaggio
centrale emerso dalla seconda tavola rotonda dedicata al progetto Mnesys, dove i principali attori della sanità
ligure hanno delineato la strategia per trasformare l'innovazione scientifica
in benefici concreti per i cittadini. In una regione che vanta il primato
dell'anzianità in Europa, la parola d'ordine è una sola: integrazione.
La Sfida Demografica: Liguria Laboratorio d'Europa
Il punto di partenza è un dato anagrafico che impone
un cambio di paradigma. «La Liguria è la regione più anziana d’Italia e
probabilmente d’Europa. Abbiamo il 17% della popolazione ultra
settantaccinquenne - ha spiegato Paolo Bordon, Direttore Generale del Dipartimento Salute e Servizi Sociali di
Regione Liguria - contro una media nazionale del 12-13%».. Secondo Bordon,
questa condizione trasforma il territorio ligure in un «laboratorio a cielo
aperto» per la ricerca sull'invecchiamento in buona salute. «La sfida di Mnesys
è mantenere vive non solo le funzioni fisiche, ma soprattutto quelle mentali.
Grazie alle risorse del PNRR, utilizzate qui in maniera oculata per la ricerca
e non solo per le infrastrutture, stiamo mettendo insieme ricercatori e industria
per produrre nuovi farmaci e stimoli cognitivi. Il valore aggiunto è la
diffusione della conoscenza in tutta la rete delle strutture liguri, non solo a
Genova».
Ricerca: il Cuore Pulsante dell'Assistenza
Non esiste cura senza innovazione. Questo è il
pilastro su cui si fonda la visione di Maria Serena
Calamai, Direttore Generale dell'AST 3. «La ricerca
rappresenta il cuore pulsante dell’assistenza - ha sottolineato -
non c’è Sistema Sanitario Nazionale senza di essa».
Calamai ha parlato di una vera e propria «rivoluzione 4.0», dove il digitale e
i farmaci innovativi permettono di cambiare radicalmente le prospettive di
vita. «Oggi possiamo gestire grandi fette di popolazione direttamente a
domicilio o sul territorio, superando il vecchio modello ospedaliero. Questo
impatta fortemente sugli assetti organizzativi: l’ospedale del futuro, come
quello previsto agli Erzelli, sarà un centro ipertecnologico dove ricerca e assistenza
viaggiano in totale simbiosi».
Il San Martino come Hub della Speranza
Un ruolo fondamentale in questa architettura è
giocato dal Policlinico San Martino, centro di riferimento per le patologie
neurodegenerative. «Il nostro obiettivo è far sì che il Policlinico San Martino
non sia solo un luogo di cura - ha spiegato Marco Damonte
Prioli, Direttore Generale dell'Azienda Ospedale
Metropolitano - ma il cuore di una rete che porta la ricerca direttamente al
letto del paziente». Prioli ha sottolineato l'importanza del progetto Mnesys
per dare risposte concrete a chi soffre di Alzheimer e demenze: «Grazie ai
fondi del PNRR e alla collaborazione tra i diversi istituti, stiamo accelerando
i tempi della sperimentazione clinica. Vogliamo che i nuovi farmaci e le nuove
tecnologie diagnostiche siano immediatamente accessibili. Il San Martino è
impegnato a creare percorsi di assistenza che non lascino sole le famiglie,
integrando l'eccellenza scientifica con una presa in carico umana e costante
del malato».
La Sanità a Domicilio e il Ruolo del Terzo Settore
L'evoluzione tecnologica porta con sé la necessità
di nuovi modelli sociali. Con il mutare delle strutture familiari, spesso
ridotte a nuclei monocellulari, la sanità deve imparare a dialogare in modo
nuovo con il territorio. «Sanità e sociale devono lavorare sempre di più
insieme», ha ribadito Paolo Bordon nel suo secondo intervento. «L’impegno di
Regione Liguria è produrre un piano sanitario e sociale integrato, un documento
unico di programmazione. Dobbiamo superare la distinzione tra ciò che è competenza
medica e ciò che è sociale, avvalendoci della collaborazione fondamentale del
Terzo Settore, che rappresenta il braccio operativo per supportare le famiglie
nelle situazioni più complicate».
Pediatria d'Eccellenza: il Modello Gaslini
La gestione della cronicità non riguarda solo gli
anziani, ma tocca da vicino anche l'età pediatrica, dove la Liguria esprime
punte di eccellenza mondiale. «Dobbiamo limitare gli accessi in ospedale per i
piccoli pazienti che stanno bene e non hanno complicanze acute», ha evidenziato
Angelo Ravelli dell’ospedale
Gaslini. «Coinvolgere i pediatri di famiglia e utilizzare strumenti di
monitoraggio a distanza riduce il carico sulle famiglie, evitando loro
trasferte costose e stressanti, e alleggerisce al contempo il sistema
sanitario. È un obiettivo di efficienza che garantisce una migliore qualità
della vita per i bambini e i loro genitori».
La Telemedicina come Linguaggio Comune
In chiusura, la tavola rotonda ha individuato nella
telemedicina lo strumento principe per attuare questa trasformazione. Non solo
una tecnologia, ma un nuovo modo di dialogare tra medico e cittadino. «La
telemedicina è a disposizione degli operatori per fare rete», ha concluso
Bordon. «L'esperienza di Mnesys è un ottimo punto di partenza per rendere un
servizio moderno alla comunità ligure, affrontando la sfida della cronicità con
strumenti all'avanguardia».

